appunti di vista


segnalazione da alessandro guerriero
20 giugno 2012, 10:26
Filed under: POLIMI "Autoritratto dell'io multiplo" - Milano 11-12

Ciao ragazzi,

il Prof. Guerriero vi segnala questo filmato da youtube!

Dateci un occhio…  http://www.youtube.com/watch?v=cjOXj0AVRk8&feature=related

Buon lavoro

Barbara e Davide

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Incontro di venerdì 22 giugno
18 giugno 2012, 14:16
Filed under: POLIMI "Autoritratto dell'io multiplo" - Milano 11-12

 

Alessandro Guerriero questo venerdì sarà presente nel pomeriggio, noi saremo presente fin dalla mattina.

Link utile:
http://www.youtube.com/watch?v=cjOXj0AVRk8&feature=related




Autoritratto dell’io multiplo

Ecco la seconda lezione corso

Autoritratti dell’io multiplo



Altri due contributi interessanti
29 maggio 2012, 16:41
Filed under: POLIMI "Autoritratto dell'io multiplo" - Milano 11-12

Vi segnaliamo questi altri due testi:

DOMUS Interno di interni

L’inconscio e la casa



Alchimia selezione di testi
29 maggio 2012, 16:34
Filed under: POLIMI "Autoritratto dell'io multiplo" - Milano 11-12

Casa per Giulietta

Giulietta, l’amante bambina, simbolo della passione segreta nella notte, “La mia tomba sarà forse il mio letto nuziale, la maschera della notte è sul mio viso.” Ingenuità, dedizione, bellezza, dolcezza, annientamento, abbandono, spiritualità, sensualità. Esperienza dura, lugubre, solitaria di Giulietta dormiente, dove il “luogo” è un letto.

Giulietta morta da viva e viva da morta.

Letto del sogno, del pensiero, della gioia, del castigo, della paura, dell’incubo, della morte apparente: vento, penembra, memoria, acqua, evasione, fiori, musica, fantasia, fuga, silenzio, luna, uccello. Tutti i materiali adatti sia alla più delicata poesia, sia al più profondo kitsch.

La casa mitica di Giulietta, pellegrinaggio morboso di chiunque abbia avuto un amore non avvenuto: cioè, la casa mitica di ognuno. E al centro della scena, un letto.

II letto nella casa non è un oggetto facile come tanti altri. Un vero letto è una dimora nella dimora, è il luogo assolutamente più intimo nella vita di un individuo, dormire è il quotidiano metodo naturale per estraniarsi da se stessi verso zone sconosciute, il continuo necessario ritorno nel ventre della madre, il periodico allenamento al sonno eterno, la folle perdita dei sensi provata da Ofelia nell’acqua, dalla Bella Addormentata nel bosco, da Biancaneve nella montagna. Il letto è quel tempio arcaico del sogno e della notte, quella ovattata tenera concavità, quello strumento deputato al nostro misterioso letargo notturno. Un letto giusto è una cosa coinvolgente, un congegno psicologico importante, un abitacolo complesso. Luogo di isolamento profondo, il letto differisce nel rituale da qualsiasi altro mezzo di comunicazione, perché ogni sonno è un’incognita (Giulietta lo dimostra), ogni sogno una droga, ogni notte una pos­sibile vita alternativa: “la vita è sogno, e i sogni sono sogni”.

Addormentarsi, dormire, svegliarsi come nella tragedia di Giulietta: il letto è un mezzo di trasporto, un oggetto da viaggio, un tappeto volante sul quale il corpo umano soggiorna per un quarto del suo tempo di vita, in posizioni che preludono la sua stasi eterna. (“Casa per Giulietta”, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Verona.)

Alchimia

LA CASA DEGLI SPOSI

Gli sposi sono spiriti conservatori, cercano la sicurezza: pertanto la loro camera è come un porto, assieme felice e infelice.

E’ una camera tranquilla, duratura, fedele, statica, sempre occupata.

In essa esiste la convenzione, non esiste la verità.

Non ha punti oscuri, non ha mistero, non ha avventura, ha alcune zone di intima fuga mentale.

E’ una camera senza tempo e senza paura, che gode della piccola fantasia di un quotidiano parallelo che dura tutta la vita.

E’ la camera della salvezza nella stabilità e della trasposizione dei problemi.

E’ tradizione, accettazione, ripetizione, gelosia, dolcezza, egoismo, spirito, colpa, materia, rinuncia, ricordo, intima convivenza, sonno profondo, patetica attesa, dedizione, confidente malattia.

E’ la camera dell’ amore senza fine, come dire: della fine dell’ amore.

E’ la camera dell’infinito parlare banale, del reciproco diritto, del reciproco sacrificio, dalla reciproca gioia, del reciproco silenzio.

Pertanto, se vogliamo descriverne il progetto: il suo colore (il suo chiarore) è lilla, e la sua forma generale è lobata, senza spigoli.

Il suo matrimoniale pavimento è tutto molle, con una colonna nera al centro, con sopra una scultura nera.

La pelle “semi-erotica” delle sue pareti è segnata da una piccola informale decorazione diffusa, fatta di coni modulari rosa e di serpentelli verdi, quasi come delle rughe.

Qua e là delle piccolissime luci accendono e spengono questo universo chiuso, artificialmente incantato, unico e irripetibile.

Se ci fossero dei mobili, essi sarebbero forse organizzati per coppie, ma i mobili non ci sono, e nemmeno porte e finestre.

C’è invece un intensissimo odore di fiori d’ arancio.

Così è fatta e queste cose contiene questa camera degli sposi.

Alchimia

Psyco – Sono stato

Sono stato condizionato a lungo dalla sensazione di non essere diventato adulto e penso comunque che i bambini siano degli adulti di piccola dimensione, così come gli adulti sono dei bambini ingranditi…

Ho vissuto dentro le collezioni di pittura dei Fratelli Fabbri che mi hanno condizionato cioè mi ha riempito il cervello di colori, di segni, delle forme (ma non le misure nel senso che erano solo riproduzioni per la stampa): era la Milano della pittura. I grandi maestri italiani erano ricchi di poesia, di un senso dell’aldilà metafisico, come ad esempio Savinio o De Chirico o Severini. I pittori mi hanno condizionato, con loro sono maturato come persona interessata alla visione più che come architetto o designer.

Ho sempre pensato di vivere in una casa bellissima, in una casa scenario, uno spazio mentale attorno a me…uno spazio avvolgente che mi indicava che si può progettare uno spazio per le persone…uno spazio fiabesco dove la persona può entrare in maniera non geometrica, non solamente fisica o corporale ma anche mentale e psicologica, sentendosi inclusa in una scena che il progettista deve cercare di rendere adatta a chi la usa.

Per tanti anni non ho saputo bene che cosa avrei potuto fare o voluto fare, sono sempre stato pieno di incertezze da questo punto di vista: la mia è stata una maturazione lenta, introversa, piena di tortuosità, labirintica.

Un mio progetto, più che dai segni, prima nasce dalle parole, da un’intenzione diagrammatica di uno scenario di parole, sotto forma di una specie di poesia visiva.

La mia intenzione è, progetto per progetto, quella di dare certe dimostrazioni. Anziché seguire piccoli tracciati in maniera approfondita e con coerenza, mi piace dilatare le esperienze il più possibile ottenendo risultati molto diversi: da quelli funzionali a quelli estetici, da quelli ornamentali a quelli letterari. Tutto questo insieme si traduce in una specie di cosmo, di sistema di cose pulviscolari e polverizzate.

Alessandro Guerriero

Psyco – Fragilità

La fragilità dei pensieri, delle cose, dei corpi e del mondo: il “fragilismo”
potrebbe essere un modo di concepire la vita. La coscienza del fragile,
del provvisorio, lo spazio dei frammenti e il valore delle azioni piccole,
anzi minime. Il dovere di sapere di esistere, di essere coscienti della
fragilità del destino. Oggetti come fossero la via lattea, che appaiono e
scompaiono evanescenti. Dedizione all’ignoto, capacità di fondare gli
alfabeti e le ipotesi sull’incertezza. Labile identità delle cose silenziose.
Coltivare, curare, oscillare, attendere, guardare, camminare.
Il lento, fragile, utile, onesto ripetersi dell’inutilità della vita.
E’ un vero e proprio metodo di lavoro.
In genere ci piace non sapere bene cosa succede attorno al nostro
lavoro, ci piace che esistano incognite…
Fragilismo è una visione del mondo.
Abbiamo sempre pensato che la vita è tutta fatta di incertezze, è questa la sua curiosa caratteristica.
Allora le emozioni sono più importanti delle ragioni e anche le cose
piccole diventano grandi e quelli che chiamiamo “Progetti” ci
appaiono solo affermazioni di pura potenza, allora è bene vivere in modo
fragile, ecco il “fragilismo”, la teoria per una vita disposta a scivolare su
e giù come sulle sabbie mobili: è un metodo, una grande forza accettare la debolezza come fosse un valore…
Ecco le ragioni per cui “approdiamo” a voi con grande timidezza perché una nostra piccola anzi piccolissima idea può diventare grande.
Abbiamo in mente delle interviste che cercano di indagare qualche cosa di essenziale, stiamo cercando forse di capire come alcune persone di cultura vedono l’essenza del mondo, delle cose, delle persone… ma soprattutto la relazione coi “viaggi mentali” traslati su questa nostra piccola comunità che cerca di lavorare e immaginare lontano, protetta dall’aggressività sociale e della riduzione dell’espressione a tecnica, dove è importante l’accoglienza come segno di dono di sé a chi ti chiede aiuto, concetto ben più antico della carità cristiana….e dove è importante il racconto: la propria storia, come unica cosa con la quale possiamo ricambiare l’ospitalità.

(La nostra libertà è come quella degli uccelli che volano alti e tranquilli, però entro i confini del parco naturale che li protegge).
Per noi questo è un progetto importante, un’ipotesi ambiziosa, perché è un progetto di “sguardi”, che vogliono stabilire una enigmatica relazione fra noi e loro… Hanno riferimenti lontanissimi, sono progetti arcaici… fuori del tempo…

Alessandro Guerriero



Per conoscere il “nemico”
29 maggio 2012, 16:00
Filed under: POLIMI "Autoritratto dell'io multiplo" - Milano 11-12

Alcuni link utile per capire meglio cosa dobbiamo fare e chi abbiamo davanti:

http://www.wikiartpedia.org/index.php?title=Categoria:Precursori

www.alessandroguerriero.com
www.alchimiamilano.it
www.radiosity.it
www.granserraglio.org
www.dressingourselves.com
www.//temporarylibrary.naba.it/
www.sosia-lismo.it/welcome.html
www.corpoacorpo-corpoacorpo.blogspot.com/
www.undo.net/it/persone/Alessandro+Guerriero

E mi permetto di aggiungere il laboratorio di qualche anno fa vedi http://www.ghigos.com/wp/teaching/corpi-arredativi-2
e se ne vuoi sapere di più puoi scaricare a questo link il libro “corpi arredativi” www.ghigos.com/wp/wp-content/files/catalogo corpi arredativi.pdf



29 maggio 2012, 15:51
Filed under: POLIMI "Autoritratto dell'io multiplo" - Milano 11-12

Ecco in regalo la lezione 😉

interni psicologici