appunti di vista


Mostra “Dimenticare A MEMORIA”

Il settore dell’architettura degli interni sta acquistando sempre maggior importanza nel contesto contemporaneo, sottoposto a una crescente domanda di rifunzionalizzazione; il progetto di interni è dunque alla ricerca di nuova identità, di una rinnovata forza simbolica e semantica che sappia guardare indietro, imparando dai “maestri” dell’architettura del Novecento, ma contemporaneamente sappia affrontare la contemporaneità, fornendo le risposte più adeguate alle nuove esigenze psicologiche e funzionali delle persone.

In particolare questa necessità di ridare pregnanza agli spazi interni, spazi di vita per antonomasia, privati o collettivi che siano, appare ancora con più forza in ambito residenziale; addove il nostro io può esprimersi con maggior libertà e consapevolezza, creando una casa a misura del sé, ancor più che a misura d’uomo.

Ecco dunque in mostra una serie di progetti che, riflettendo sugli interni residenziali esemplari del passato più recente, arrivano a identificare proposte innovative, assecondando di volta in volta motivazioni psichiche, letterarie, sociali, estetiche, tecniche e produttive oltre che, ovviamente, funzionali, di abitanti del nostro secolo. Si tratta di una reinterpretazione di alcuni “interni d’autore” storici, riletti in chiave contemporanea e personale.

Pur nell’ampiezza delle risposte prospettate, il tema conduttore dei progetti esposti è il rapporto uomo-spazio; la relazione tra uomo e architettura, tra spazio e comportamento, tra materiali e percezioni, tra tecnologia ed emozioni, tra funzionalità ed esperienze, rappresenta infatti il focus di interesse privilegiato e specifico dei progetti di interni. In quest’ottica la questione degli interni non esula dunque dal problema della forma, ma al contrario si manifesta come massima espressione delle relazioni che si instaurano tra forme e “vita”.

Un secondo tema trasversale ai progetti mostra riguarda il rapporto dei luoghi e degli spazi con la “memoria” (intesa sia come valore astratto sia come “ricordo” anche non denunciato). La memoria in tutte le sue molteplici sfaccettature (memoria storica, psicologica, artistica, come traccia o come vincolo progettuale, come scopo o come modalità operativa) è infatti il “terreno” su cui ritrovare o sperimentare nuove relazioni emotive, creando un ponte simbolico tra progettisti passati e futuri.

Se “suonare è tacere, e ricordare è dimenticare”, seguiamo dunque il consiglio di V. Agnetti e proviamo tutti a “dimenticare a memoria”.

Davide Crippa


Ciao ragazzi! Come avrete di sicuro notato, abbiamo deciso di prolungare la mostra fino a gennaio. La data precisa di chiusura ancora non la sappiamo, comunque verrete al più presto informati, così da potervi organizzare per il “ritiro modelli”.

a presto! 🙂

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3 commenti so far
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Ma per la mostra di Verbania ancora non si sa nulla?

Commento di bob

Speriamo entro la fine di questa settimana di riuscire a darvi qualche informazione in più..
pazientate ancora un pò! 🙂

sy

Commento di Sy

il tempo passa inesorabile e di Verbania non si sa ancora niente?!

Commento di bob




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