appunti di vista


Teatro di Sagunto di Giorgio Grassi

senza-titolo-3

Giorgio Grassi, Manuel Portaceli
Restauro e riabilitazione del teatro romano di Sagunto
Progetto: 1985
Realizzazione: 1990-1993

Il restauro si presenta in primo luogo come problema di architettura e in questo caso non v’è dubbio che si tratti di progettazione in senso stretto, la qual cosa non può venire elusa con nessun artificio”, scrive nel 1971 Giorgio Grassi affrontando il tema del progetto di restauro e riabilitazione del Castello di Abbiategrasso. Restauro, quindi, come progetto di architettura, sempre e innanzitutto.
È a partire da questa considerazione che si deve leggere il progetto per il restauro e la riabilitazione del Teatro Romano di Sagunto che Giorgio Grassi e Manuel Portaceli Roig elaborano a partire dal 1983 su incarico del Direttore Generale del Patrimonio Storico della Comunità Valenciana, che lo promuove presso la Direzione Generale di Belle Arti del Ministero della Cultura. Nel 1985, approvata la nuova legge sul Patrimonio Storico, l’Ispettore Generale dei Monumenti dello Stato dà il suo parere favorevole e il Ministero della Cultura sottopone il progetto al giudizio della comunità di Valencia. Terminato il difficile iter di approvazione se ne comincia la costruzione. I lavori si concludono nel 1993. Da questo momento le polemiche si susseguono ininterrottamente e lo spettro della demolizione è più volte invocato. La questione intorno cui si muove il dibattito riguarda proprio il modo di intendere il restauro del teatro, e più in generale il restauro di un monumento dell’antichità. Come si legge nella relazione al progetto, obiettivo dei due architetti è proporre “
un ‘teatro alla maniera dei romani’.
Cioè a dire, il progetto di un edificio teatrale in parte nuovo fondato sia sul manufatto esistente (letteralmente, materialmente), sia su un tipo edilizio consolidato la cui condizione di necessità è tutta contenuta nella sua forma definita; un progetto, cioè, che intende raccogliere dal manufatto antico ogni traccia, ogni suggerimento, ogni indicazione operativa, ma anzitutto la sua più generale lezione di architettura”.
Al momento dell’incarico, il Teatro di Sagunto si presenta come una sorta di grande “rovina artificiale” costituita di pochi elementi originali, risultato di una costruzione mimetica eseguita fra il 1956 e il 1978, e di alcuni gravi errori di interpretazione – eliminazione del muro del post-scaenium e ricostruzione errata della linea del pulpitum e dei muri di divisione della cavea dal corpo scenico – che hanno indotto più di uno storico a pensare che si trattasse di un “teatro alla greca”, aperto sul paesaggio e adagiato sul pendio della collina.
Il progetto di Grassi e Portaceli si concentra sulla possibilità di realizzare l’idea del “teatro romano”, del “
suo spazio chiuso vertiginosamente alto e dello spettacolo impressionante della sua scaenae frons

”, restituendo, mediante la costruzione del suo grande volume unitario, le originarie gerarchie di spazi e luoghi di questa parte di città e non prescindendo dal fatto che il teatro debba tornare a giocare il ruolo di elemento identificativo di una comunità – come accadeva nella antichità – tramite una sua attiva utilizzazione.
Questa, in sintesi, la “storia” e il senso generale del progetto.
Oggi, ancora una volta, dopo 17 anni di contese giudiziarie, politiche e mediatiche, una sentenza della Corte Suprema della Spagna, ordina la demolizione, entro 18 mesi, del Teatro Romano di Sagunto.
Alla sentenza hanno risposto, firmando un Manifesto di opposizione, oltre un migliaio di cittadini erappresentanti della cultura e del mondo dell’arte della Spagna.

La demolizione costituisce un attacco contro l’indipendenza e la libertà del mondo della cultura. La demolizione è una vendetta politica che non ha nulla a che vedere con il dibattito architettonico. La demolizione è uno spreco e danneggia i cittadini e le arti sceniche. La demolizione è una dimostrazione di codardia intellettuale”.

Giorgio Grassi

Nato a Milano il 27-10-1935. Laureato in architettura al Politecnico di Milano nel 1960. Dal 1961 al 1964 membro della redazione della rivista ‘Casabella-continuità’ diretta da E.N.Rogers. Dal 1965 ha insegnato presso le Facoltà di Architettura di Milano e di Pescara. Dal 1977 è ordinario di Composizione Architettonica alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Membro d’onore del Bund Deutscher Architekten, nel 1985 ha ricevuto il “Premio de Arquitectura de la Comunidad Valenciana” e nel 1992 la “Heinrich Tessenow Medaille in Gold” della Stiftung F.V.S. di Hamburg.
Nel 1967 ha pubblicato “La costruzione logica dell’architettura” (Padova ‘67, Barcellona ‘73, Nimega ‘97, Torino ‘98, Milano 2008), nel 1979 “L’architettura come mestiere e altri scritti” (Barcellona ‘79, Milano ‘80, Bruxelles ‘83), nel 1988 “Architettura lingua morta” (Milano, Amburgo, New York ‘88), nel 1995 “Progetti per la città antica” (Milano ‘95, Basilea ‘96), nel 1996 “I progetti, le opere e gli scritti” (Milano ‘96), nel 2000 “G. G. Scritti scelti 1965-1999” (Milano 2000), nel 2007 “Leon Battista Alberti e l’architettura romana” (Milano 2007) e nel 2008 “Una vita da architetto” (Milano 2008). Ha inoltre curato gli scritti di L. Hilberseimer “Un’idea di piano” (Padova ‘66) e “Architettura a Berlino negli anni ‘20” (Milano ‘79), di H. Tessenow “Osservazioni elementari sul costruire” (Milano ‘74) e l’antologia “Das Neue Frankfurt 1926-31” (Bari ‘75). Con L. Patetta, ha curato la monografia “Leon Battista Alberti Architetto” (Firenze 2005).
Fra i progetti più noti: restauro e ampliamento come sede municipale del castello visconteo di Abbiategrasso (1970) e di Fagnano Olona (1980), la casa dello studente per l’università di Chieti (1976), i concorsi per il palazzo della Regione a Trieste (1974), per Lützowplatz (1981) e per il Prinz-Albrecht Palais (1984) a Berlino, per piazza Matteotti a Siena (1988) e per il padiglione Italia alla Biennale di Venezia (1988); il progetto per la ricostruzione di Teora (1982) e poi i progetti spagnoli per l’Almudin (1983) e per il Belveret (1984) a Xativa e per la ricostruzione del teatro romano di Sagunto (1985), quelli per lo Schlachthof di Marburg (1986), per Valmarina a Bergamo (1986) e per un’isola artificiale nel Verbindingskanaal a Groningen (1987). I progetti per la biblioteca municipale di Groningen (1989), per il municipio di Gavà (1989), per la biblioteca del Nou-Campus universitario di Valencia (1990) e per una scuola elementare a Santiago de Compostela (1992). I concorsi per un complesso edilizio a Potsdamerplatz (1993) e per l’isola dei musei (1993) a Berlino, entrambi 1° classificati, per la Hypo Bank a Monaco (1994), per il Museo ‘Felix-Nussbaum-Haus’ a Osnabrück (1995), per la Biblioteca Hertziana a Roma (1995) e per il Wallraf-Richartz-Museum a Colonia (1996), tutti progetti premiati. I progetti per la Kunsthalle A.
Würth a Schwäbisch Hall (1997), per la ricostruzione del castello di Nimega (1997), per la sistemazione del nuovo presbiterio del Duomo di Pisa (1997), per la nuova università di Bolzano (1998), per il centro amministrativo della Vew AG di Dortmund (1998) e per un palazzo comunale a Treviglio (1999), 1° classificato. Infine un piano per Vreeswijk (1999), l’ampliamento del castello di Deutschlandsberg in Stiria (2000), il concorso per una chiesa a Roma (2000) e il progetto per la nuova sede centrale della Cassa di Risparmio di Firenze (2004, in costruzione).
I progetti sono documentati —oltre che nelle riviste specializzate, nei testi citati, e in pubblicazioni a carattere monografico come: numero monografico di ‘2C-Construccion de la ciudad’ (1977), di ‘Plan’ (1981) e di ‘Composicion arquitectonica’ (1991)— anche in: R. Campagnola “Giorgio Grassi progetti e disegni” (Garda ‘82), G. Jacometti “Giorgio Grassi progetti 1965-80” (Mantova ‘82), F. Moschini “Giorgio Grassi progetti 1960-80” (Firenze ‘84), J.J. Lahuerta “Arquitectura de Giorgio Grassi” (Barcellona ‘85), P. Insausti e T. Llopis “Giorgio Grassi Obras y proyectos 1962-1993” (Valencia ‘94) e in Giorgio Grassi, “I progetti, le opere e gli scritti” (Milano ‘96), V. Pezza “Giorgio Grassi. Quattro musei” (Napoli 1999), N. Dego e S. Malcovati “Giorgio Grassi progetti recenti” (Milano 2003), Giorgio Grassi, “Teatro romano di Brescia”, (Milano 2003) e G. Crespi, N. Dego, “Giorgio Grassi.
Opere e progetti” (Milano 2004).

Manuel Portaceli

Manuel Portaceli Roig, nasce a Valencia e ottiene il titolo di Architetto alla Escuela T. S. de Arquitectura de Barcelona(1970).
Dal 1972 al 1989 è Professore di Storia dell’Architettura alla Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Valencia.
Dal 1997 è Professore ordinario di Progettazione Architettonica alla E. T. S. di Valencia.
Ha partecipato a numerosi seminari e congressi in diverse regioni della Spagna, così come in Italia (Milano) e Stati Uniti (New York).
Nel 1979 ha ricevuto una borsa di studio dal Centro de Investigación de Nuevas Formas Expresivas, nel 1981 dalla Irwin S. Chanin School of Architecture (Cooper Union), New York, e nel 1985 dal Dipartimento di Progettazione dell’Architettura del Politecnico di Milano per la realizzazione di attività di docenza e ricerca.
Tra i diversi scritti e pubblicazioni si possono segnalare: C.O.A. de la Comunidad Valenciana “El Ensanche de la Ciudad 1884-1984”. Valencia, 1985; C.O.A. de Madrid, “Proyectos de Intervención de Edificios y Recintos Históricos”. Madrid, 1987; C.O.A. Andalucía Occidental, “Restauración y Análisis Arquitectónico”. Sevilla, 1989; Universidad Internacional Menéndez y Pelayo, “Arquitectura Recuperada”. Cuenca, 1989; “Monumentos y Proyecto”. Madrid, 1990; Universidad de Valladolid, “Restauración Arquitectónica”. Valladolid, 1992; Associazione Interessi Metropolitani, “Progetti per Milano”. Concorso di idee per il polo direzionale-finanziario nell area Garibaldi Repubblica. Milano, 1992; Consell Valencià de Cultura. Generalidad Valenciana, “II Jornadas sobre Cultura en la Comunidad Valenciana”. Valencia, 1994; IVAM, Centre Julio Gonzalez “Una Época Troyana. Continuidad y Renovación en la Arquitectura de los Años Treinta en Valencia”. Valencia, 1998; Colegio Oficial de Arquitectos de la Comunidad Valenciana. “3+1 viviendas”. Intenciones de Arquitectura I.
Encuentros de Arquitectura en Valencia. Valencia, 1999; Arquitectura del S.XX en Valencia” Seminario Mayo 2000.
Colección Formas Plásticas. Institució Alfons el Magnànim. Del pensar al construir; “La Rehabilitación Del Teatro Romano Veinte Años Después”. Cuadernos de Patrimonio Histórico. Fundación Antonio Pérez. Cuenca 2002; “El Teatro De Lo Absurdo”. Restauración & Rehabilitación nº 79, Valencia, 2.003.

senza-titolo-2

p9

senza-titolo-4

senza-titolo-5

senza-titolo-6

senza-titolo-7

senza-titolo-9

senza-titolo-10

senza-titolo-11

pag12

Annunci

5 commenti so far
Lascia un commento

L\’idea di distruggere un capolavoro architettonico, non può che confermare che l\’uomo a volte è geniale, ma più spesso è stupido. Ma non rassegniamoci!

Commento di giovanni landonio

L\’idea di distruggere un capolavoro architettonico, non può che confermare che l\’uomo a volte è geniale, ma più spesso è stupido. Ma non rassegniamoci!

Commento di giovanni landonio

Questo è un vero capolavoro dell’architettura

Commento di Manlio

Solo l’ottusità, la totale chiusura mentale, può portare alle conclusioni di distruggere un’opera a Sagunto o a Roma, si tratti di G.Grassi o R. Meyer.

Commento di Nicola Zinni

Lo studio (nel senso di “studiare e capire”) della disciplina dell’architettura, grazie a molti falsi insegnanti delle facoltà (e a diplomi generici), è completamente sconosciuto alla stragrande maggioranza degli architetti (insieme a molti giornalisti confondono persino “teatro” con “anfiteatro”!), e così sono resi uguali ai già tanti geometri. A loro, senza questo studio, il lavoro di Grassi risulta incomprensibile, come può esserlo la Stele di Rosetta ad uno “scrivano”. Grassi, col teatro di Sagunto, ci regala una Lectio Magistralis e in maniera intelligibile, con precisione didattica, ci racconta l’architettura.

Commento di Domenico Chiola




Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: