appunti di vista


Eco e Narciso

Eco e Narciso. Cultura Materiale/Design.

L’immaginazione al potere

Iacchetti Anna Barbara Naba

“Eco e Narciso. Cultura Materiale/Design” (www.ecoenarciso.it) è un’interessante iniziativa che, tramite il LAP (Laboratorio Arte Permanente), mira a connettere la cultura materiale locale con il mondo del progetto. L’esperimento, condotto da Rebecca De Marchi, quest’anno è giunto alla quinta edizione e per l’occasione si è rivolto al campo del design, visto anche l’interesse che Torino ha saputo catalizzare come World Design Capital. Negli anni passati i temi trattati sono stati differenti, spaziando dalla letteratura alla musica, dalla fotografia all’arte, ogni volta con il contributo di un co-curatore specifico che ha affiancato Rebecca De Marchi nell’organizzazione dell’iniziativa.

Nell’esperienza attuale è Stefano Mirti (Id-Lab) che ha collaborato al progetto, immaginando un vero e proprio “rito di iniziazione” per alcune piccole realtà locali della Provincia di Torino, sei eco-musei introdotti alla cultura globale del design nelle sue forme più ricercate e sperimentali.

Da novembre 2007 all’estate 2008 dieci designers, sei scuole di design nazionali ed internazionali e i sei ecomusei hanno lavorato insieme, ragionando su materie caratteristiche delle attività industriali della provincia (acqua, argilla, cotone, feltro, pietra e talco).

La suddivisione delle attività ha previsto questa distribuzione geografica: acqua (ecomuseo di Balme), argilla (ecomuseo di Cambiano), cotone (ecomuseo di Perosa Argentina), feltro (ecomuseo di Prali), pietra (ecomuseo di Rorà), talco (ecomuseo di Villar Pellice).

L’esperienza ha valorizzato le capacità di ascolto, di osservazione e di interazione tra le pluralità di soggetti che, mettendosi in discussione, hanno partecipato all’esperimento; l’esito sono stati progetti freschi, che si rivolgono al mondo del prodotto senza trascurare la dimensione del paesaggio, che sanno coniugare funzionalità e poesia, innovazione e memoria… ma questo non sorprende perché, ponendo l’immaginazione al potere, gli esiti sono sempre imprevedibile e affascinanti!

Ecco dunque un breve viaggio tra alcune propose presentate, una ricognizione che vuole solo iniziare a “tratteggiare” le ricerche sviluppate.

Partiamo da “basi solide”, dai progetti di Gianluca Alessio e Claudio Germak per il Politecnico di Torino che, ripensando l’uso della pietra, hanno portato avanti un ragionamento lucido, che regala a strappi frammenti di poesia. Di pietra in roccia approdiamo ai progetti sul talco di Chris Kabel per la Design Academy di Eindhoven, attraverso i quali il giovane designer olandese ha voluto far percepire le caratteristiche uniche e poco conosciute di questo materiale. Nella nuova collezione di cosmetici “Rocce di Talco” ha anche introdotto un nuovo concetto di cosmetico: qui è la scatola il progetto stesso, una scatola che si consuma con il tempo che passa, come a voler suggerire che non c’è “trucco”, non c’è inganno.

Questa attenzione per i piccoli oggetti d’uso quotidiano e per gli accessori al servizio della persona si ritrova anche nei progetti in feltro prodotti da Jonas Bohlin e Karin Nyrén per il Konstfack di Stockholm, così come nelle proposte di Denise Bonapace per NABA, Milano. Denise ripensa in cotone alcuni capi d’abbigliamento e alcuni elementi per la sicurezza sul lavoro (si pensi ai suoi tappi per le orecchie per luoghi ad elevato carico acustico), volendoli connotare non solo come oggetti che garantiscono praticità e sicurezza, ma anche come accessori in cui riconoscersi, gradevoli alla vista e dotati di una propria estetica. Il progetto ci ricorda così, con semplicità e un tocco di colore, come “il diritto al bello” sia una necessità oggettiva troppo spesso trascurata.

Se comunemente si ritiene che “la classe non è acqua”, per Martin Camper (con il Royal College of Arts di London) e Nadine Jarvis (con la Goldsmiths Accademy di London) il detto popolare è diventato occasione di un’inedita riflessione progettuale: i due designers hanno ripensato bottiglie come soprammobili, bottiglie come strumenti di comunicazione, belle come gioielli oppure private della loro funzione perché, d’altra parte, il “tavolo ad acqua” le renderebbe inutili, invitando, in pieno spirito “comunitario”, a servirsi direttamente alla fonte! Se si pensa ad un tavolo ad acqua ecco che sembra ovvio ipotizzare anche dei mezzi di trasporto ad acqua e, facendo un doppio salto carpiato, si può persino inventare un nuovo veicolo pubblicitario, magari ecologico.

Di fuoriclasse in fuoriclasse arriviamo alla “divina” creazione di Giulio Iacchetti e Anna Barbara (per NABA, Milano) che, ragionando sull’argilla e partendo da un semplice mattone forato, “costruiscono” per noi un nuovo alfabeto: il tradizionale modulo della sintassi del linguaggio architettonico si lascia “plasmare” per dare vita a singole lettere, iconici moduli dei nostri pensieri. Nasce così un alfabeto per raccontare tutte le relazioni possibili – e impossibili – che viaggiano tra industria e artigianato, tra design e architettura, tra il materiale e il suo racconto.

L’esito del progetto “Eco e Narciso” di quest’anno ci regala dunque più di un sorriso, lasciandoci naufragare nella fantasia che, qui, si è fortunatamente declinata in frammenti di realtà. E’ una bella lezione quella che emerge da questa sinergia tra ecomusei, università e progettisti, guidata dal motore dell’immaginazione che, per un momento, Rebecca De Marchi e Stefano Mirti hanno “messo al potere”.

Davide Crippa e Barbara Di Prete


(Testo tratto da un articolo dalla rivista “Io architetto”)

chris-kabel-design-academy-eindhoven

Chris kabel design academy Eindhoven

denise bonapace Naba

Denise Bonapace Naba

Gianluca Alessio Claudio Germak politecnico di Torino

Gianluca Alessio Claudio Germak politecnico di Torino

Giulio Iacchetti Anna Barbara Naba

Giulio Iacchetti Anna Barbara Naba

Iacchetti Anna Barbara Naba

Iacchetti Anna Barbara Naba

Iacchetti Anna Barbara Naba

Iacchetti Anna Barbara Naba

Jonas Bohlin Karin Nyren Konstfack Stockholm

Jonas Bohlin Karin Nyren Konstfack Stockholm

Martin Camper Royal College of arts London

Martin Camper Royal College of arts London

Martin Camper royal college of arts London

Martin Camper royal college of arts London

Nadine Jarvis goldsmiths accademy London

Nadine Jarvis goldsmiths accademy London

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