appunti di vista


Programma corso prodotto
18 novembre 2008, 13:38
Filed under: Naba “Prodotto” 1° anno - Milano 08-09 | Tag:

CORSO DI “PRODOTTO”

Finalità del corso

Il corso si propone di fornire i rudimenti di base sul progetto di prodotto, con particolare attenzione alla ricerca che ha contrassegnato il mondo del design dal secondo dopoguerra fino alle più interessanti sperimentazioni contemporanee. Lo scopo è fornire agli studenti gli adeguati strumenti critici, metodologici e conoscitivi per leggere la produzione di questi ultimi cinquant’anni, aumentando la consapevolezza con cui è possibile porsi nei confronti del progetto di industrial design così come le riviste, le aziende, i concorsi lo stanno attualmente proponendo.

Nello specifico si daranno agli studenti gli adeguati strumenti interpretativi e progettuali per muoversi nel settore del food design e dell’alta cucina, fornendo le necessarie competenze storiche, culturali e tecniche per avvicinarsi con consapevolezza a questo affascinante tema, affrontato dal punto di visto del progetto di prodotto.

Programma del corso

Il corso sarà diviso in due moduli: una prima parte sarà dedicata all’illustrazione e all’analisi di casi studio significativi, una seconda parte del corso avrà invece un carattere più specifico su un settore che, oggi, sta suscitando un’evidente interesse da parte della critica e del mercato: il food.

La prima analisi, che avrà un carattere generale, fornirà un necessario substrato conoscitivo per introdurre gli studenti al tema del product design e sarà incentrata su alcuni progetti esemplari di maestri del design italiano, da Mangiarotti a Castiglioni, da Magistretti a Munari, da Morandini a Sottsass, da Mendini a Branzi.

Tra gli schizzi a scala urbana di piccoli edifici come enormi caffettiere di Aldo Rossi e il plastico in formaggio di Achille Castiglioni (portato alla tesi di laurea), fino gli schizzi espressivi e pittorici di Angelo Mangiarotti, sorprendentemente in scala e spesso già definiti anche nelle soluzioni tecniche di dettaglio, ci si addentrerà così in un viaggio variegato, che restituirà le poetiche dei più noti designers.

Con l’arguzia e la precisione di un rinnovato “Good Design”, ma anche la freschezza e l’intelligenza di un nuovo “Cappuccetto bianco”, si chiederà poi agli studenti di avvicinarsi a un campo più ristretto, ma ricco di aperture progettuali, quale è quello del food.

Il progetto “per la tavola” e “della tavola”, così come il progetto “del cibo” e “per il cibo”, saranno il focus della seconda parte del corso, anche in questo caso sviluppato fornendo alcuni brevi spunti storici, ma, soprattutto, guardando con attenzione alla contemporaneità.

In questo modulo didattico la tavola verrà interpretata come epifenomeno della società: attraverso la storia della cucina (intesa in senso ampio come momento di incontro e convivialità, come rito, ma anche come occasione per sviluppare specifici prodotti e complementi d’arredo, come ambiente di vita e come business commerciale) si può infatti leggere la storia della nostra cultura.

La nouvelle cousine e l’alta cucina più in generale sono una delle più chiare espressioni della società contemporanea; esse rappresentano, dunque, un tema di interesse particolarmente rilevante per i designers, che possono mettere al servizio di questo settore la loro specifica formazione. La qualità richiesta in questo campo è evidentemente molto elevata e non è solo una qualità culinaria perché gli chef – spesso acclamati come delle stars – necessitano ormai anche uno studio accurato del design dei piatti, della tavola, dell’impiattamento delle portate. Il progettista che si pone in dialogo con loro deve essere in grado di declinare la filosofia del cuoco in una molteplicità di prodotti e servizi, innovativi e personalizzati, ma sempre rispettosi delle regole imposte dalla ferrea critica culinaria.

Il corso, che è abbinato a quello dedicato allo “spazio”, si sviluppa per lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche. Per ogni ciclo di lezioni si richiederà, infatti, una breve esercitazione: un piccolo oggetto sarà di volta in volta occasione per una diversa riflessione, che spazierà dall’elaborazione del concept alla predisposizione di una rappresentazione efficace, dalla progettazione concettuale a quella grafica e comunicativa.

L’esercitazione finale consisterà nella progettazione un piatto o di un accessorio della tavola che rappresenti e si metta al servizio di una ricetta data, scelta tra quelle presentate dagli chef che interverranno nel corso.

Iniziative ed eventi speciali

Gli elaborati realizzati per l’esercitazione finale saranno esposti in una mostra conclusiva del corso; si prevede, infatti, di organizzare una mostra che vedrà la partecipazione comune dei due corsi incentrati sul tema del food.

Alle lezioni saranno invitati alcuni ospiti del mondo dell’alta cucina.

In particolare si prevede una stretta collaborazione con lo chef Marco Sacco del ristorante Piccolo Lago (due stelle Michelin), chiamato a raccontare la sua ricerca progettuale-culinaria e a descrivere come essa è stata declinata a livello spaziale e di design.

Con lui si lavorerà a più stretto contatto, si avrà modo di visitare il suo ristorante e la cucina che ha appena ristrutturato adeguandola ai canoni di praticità, efficienza, qualità ed estetica richiesti.

Sarà necessaria la partecipazione a mostre o eventi che si riterranno significativi ai fini del corso.

Bibliografia specifica

Munari B., Da cosa nasce cosa, Laterza, Roma, 1981.

Branzi a., Il design italiano. 1964 – 2000, Electa, Milano 2008.

Alessi A., La fabbrica dei sogni. Il design italiano nella produzione di Alessi, Mondadori Electa, Milano 2003.

Bibliografia generale

Baricco A., Castelli di rabbia, Rizzoli, Torino, 1991

Crippa D., Di Prete B., Diritto d’Autori, Clup, Milano, 2002.

De Bono E., Il pensiero laterale, Rizzoli, Milano, 1981.

De Saint – Exupery A., Il piccolo principe, Bompiani, Milano, 1990.

Biografia

Barbara Di Prete

Laureata in architettura con il massimo dei voti, collabora all’attività didattica all’interno del Politecnico di Milano; ha scritto numerosi articoli e libri curando anche alcune mostre sui temi del design e dell’architettura. Membro fondatore dello studio ghigos [www.ghigos.com], dal 2004 sviluppa una ricerca caratterizzata da una marcata interdisciplinarità, affrontando di volta in volta progetti ad una diversa scala: dall’exhibit alla grafica, dal design fino all’architettura, “salutando da vicino” l’arte.

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