appunti di vista


Corso spazio
18 novembre 2008, 16:50
Filed under: NABA “Spazio” 1° anno - Milano 08-09

CORSO “SPAZIO” – Interior e Exhibition design

Finalità del corso

Il corso fornirà una lettura trasversale del progetto di architettura e di interni contemporaneo, sempre più spesso ibridato da altre discipline: le sperimentazioni artistiche, la scala del “macro-design”, persino le ricerche grafiche e quelle sul landscape forniscono sempre più spesso interessanti contributi che arricchiscono le ricerche progettuali.

L’obiettivo è dunque fornire una prima panoramica sulle proposte a noi contemporanee, proponendo chiavi di lettura inedite e incrementando la capacità degli studenti di operare letture analoghe, anche personali purché motivate, sulle sperimentazioni che stanno contrassegnando l’interior design.

Nello specifico si daranno agli studenti gli adeguati strumenti interpretativi e progettuali per muoversi nel settore della ristorazione e dell’alta cucina, fornendo le necessarie competenze storiche, culturali e tecniche per avvicinarsi con consapevolezza a questo affascinante tema, affrontato dal punto di visto del progetto dello spazio.

Programma del corso

Il corso sarà diviso in due moduli: una prima parte sarà dedicata all’illustrazione e all’analisi di casi studio significativi, una seconda parte del corso avrà invece un carattere più specifico su un settore che, oggi, sta suscitando un’evidente interesse da parte della critica e del mercato: il food.

La prima analisi, che avrà un carattere generale, fornirà un necessario substrato conoscitivo per introdurre gli studenti al tema dell’interior design e sarà incentrata su alcuni progetti esemplari, da quelli visionari di Ponti e Albini a quelli provocatori di Diller+Scofidio, da quelli dirompenti e chiassosi di Italo Rota a quelli calibrati e silenziosi di Carlo Scarpa, dal minimalismo di J. Pawson all’eclettismo di Mendini, dal funzionalismo di Terragni al “neo-essenzialismo” di Ryuji Nakamura.

Il progetto degli spazi di ristorazione sarà invece il focus della seconda parte del corso, anche in questo caso sviluppato fornendo alcuni brevi spunti storici, ma, soprattutto, guardando con attenzione alla contemporaneità.

La ristorazione ha sempre rappresentato un ambito di interesse privilegiato e di sperimentazione per gli architetti, che in questo campo hanno individuato spazi in cui elaborare proposte d’avanguardia, ma l’ultima frontiera della ricerca chiede una progettazione integrata tra il progetto di architettura e il progetto culinario, tra lo spazio e la filosofia culinaria, ipotizzando una stretta collaborazione tra architetto e chef; d’altra parte i due mondi non sono mai stati distanti: frasi d’uso comune come la “ricetta progettuale” o “gli ingredienti del progetto” ricordano continuamente le loro affinità. Entrare in questa nicchia di mercato con consapevolezza e porsi come un necessario interlocutore rappresenta la sfida da giocarsi oggi; le esperienze di questi ultimi anni, dalle sperimentazioni di Adrian Ferrà al caso di Cracco per Triennale, lo dimostrano.

Nello specifico, il designer che si vuole porre in dialogo con l’alta cucina deve essere in grado di declinare la filosofia del cuoco in spazi accoglienti, ricercati, raffinati, ma soprattutto personalizzati, pensati a immagine e somiglianza della ricerca gastronomica che viene “messa in scena” in quell’unico locale.

In questo momento storico il mondo dell’alta cucina chiede dunque, con sempre maggior insistenza, figure in grado di coniugare progetto culinario e progetto d’architettura, ponendo in dialogo le due discipline, spesso ibridandole.

Il corso, che è abbinato a quello dedicato al “prodotto”, si sviluppa per lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche. Per ogni ciclo di lezioni si richiederà, infatti, una breve esercitazione: un frammento di spazio sarà di volta in volta occasione per una diversa riflessione, che spazierà dall’elaborazione di un concept alla predisposizione di una rappresentazione efficace, dalla progettazione concettuale a quella grafica e comunicativa.

L’esercitazione finale consisterà nella progettazione di un ambiente o una porzione di esso (ad es. la sala del ristorante, ma anche la sala di degustazione, l’ingresso, il wine-bar) che rappresenti la ricerca culinaria di uno chef stellato.

Iniziative ed eventi speciali

Gli elaborati realizzati per l’esercitazione finale saranno esposti in una mostra conclusiva del corso; si prevede, infatti, di organizzare una mostra che vedrà la partecipazione comune dei due corsi incentrati sul tema del food.

Alle lezioni saranno invitati alcuni ospiti del mondo dell’alta cucina.

In particolare si prevede una stretta collaborazione con lo chef Marco Sacco del ristorante Piccolo Lago (due stelle Michelin), chiamato a raccontare la sua ricerca progettuale-culinaria e a descrivere come essa è stata declinata a livello spaziale e di design.

Con lui si lavorerà a più stretto contatto, si avrà modo di visitare il suo ristorante e la cucina che ha appena ristrutturato adeguandola ai canoni di praticità, efficienza, qualità ed estetica richiesti.

Sarà necessaria la partecipazione a mostre o eventi che si riterranno significativi ai fini del corso.

Bibliografia specifica

Bachelard G., La poetica dello spazio, Dedalo, Bari, 1975.

Branzi A., La casa calda, Idea Books, Milano, 1984

Ottolini G., La civiltà dell’abitare, Galleria del Design e dellArredamento, CLAC, Cantù 1997

Polano S., Mostrare. L’allestimento in Italia dagli anni Venti agli anni Ottanta, Lybra Immagine, Milano, 2000

Bibliografia generale

Baricco A., Castelli di rabbia, Rizzoli, Torino, 1991

Crippa D., Di Prete B., Diritto d’Autori, Clup, Milano, 2002.

De Bono E., Il pensiero laterale, Rizzoli, Milano, 1981.

De Saint – Exupery A., Il piccolo principe, Bompiani, Milano, 1990.

Biografia

Davide Crippa

Laureato in architettura con il massimo dei voti, è docente a contratto al Politecnico di Milano; ha scritto numerosi articoli e libri curando anche alcune mostre sui temi del design e dell’architettura. Membro fondatore dello studio ghigos [www.ghigos.com], dal 2004 sviluppa una ricerca caratterizzata da una marcata interdisciplinarità, affrontando di volta in volta progetti ad una diversa scala: dall’exhibit alla grafica, dal design fino all’architettura, “salutando da vicino” l’arte.

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